Lilith of the Thirsty

...una nera lapide nel cimitero della ragione...

Sacrifice

E siamo qui,
Al margine delle tenebre,
Eterno oblio delle ombre che danzano sensuali nel nostro ego,
Impero delle anime dannate,
In perpetua ricerca della rosa dorata della conoscenza,
Virtù perduta nell'indifferenza latente.
Non un respiro, non un sussurro,
Sospesi in questo profondo abisso,
Schiavi del nostro inferno di spine e ghiaccio.

Lacrime Spezzate

Un solo passo
Mi separa dall'oblio dei tuoi occhi
Screziati di metallo e sogni rarefatti,
Gocce d'ambra che risplendono nel silente arcano del nulla.
Come ombra sinuosa
Scivoli tra le rovine del mio spirito afflitto
E affondi gli artigli nella speranza spezzata.
La notte piange un'unica,  lucente
Lacrima d'alabastro per la tua dipartita.
Si accoccola la tua fiamma immortale
Sul mio cuore lacerato.
Tutto si consuma, in un tacito palpatar di stelle,
Dopo il tuo gnaulio, silenzio.

- A Sephy - (Resterai sempre con me...)

Oblivion (Part II)

Quale colpa condannò la mia grandezza ad una sentenza tanto crudele?L’amore che mi strappò senza pietà alcuna il cuore dal petto o, forse, l’incoscienza nelle mie azioni? In fondo neppure la consapevolezza di una morte certa se avessi donato il cuore ad una creatura terrena riuscì a fermarmi, né il terrore del vortice di sensazioni mai provate che prende possesso del mio corpo al solo pensiero dei suoi freddi occhi di demone.
Non mi resta che crogiolarmi nell’immenso dolore, mentre le ombre piangono lacrime di rugiada sulla mia pelle di Luna ed intonano il requiem ultimo della mia gloria, ma io, Lilith, croce e delizia delle tue notti insonni, non temo la disfatta, perché è dal tormento che traggo potere e nel tormento immergo le anime dannate, la morte è un sogno senza fine ed in ogni fine si cela sempre un nuovo inizio.
Nere note mi spingono sull’orlo di un baratro da cui nascerà una nuova essenza di distruzione che porterà con sé il mio messaggio ai crudeli ed ai puri d’animo: temete la figlia della notte, perché IO sono la matrice del fato, ma quale infausta disillusione mi porta a vacua consapevolezza…
Il ricordo degli infiniti attimi trascorsi accanto al custode del mio nero arcano, Rem, spirito del sogno senza fine, giacciono dispersi tra le polveri di un tempo troppo crudele.
Signore della mia agrodolce illusione, non ti giunge il mio lontano gemito? Maledetto, maledetto chi ti strappò dalle mie braccia, troppo deboli per tenerti stretto, ma io qui giuro eterna vendetta all’immondo essere che segnò la mia dipartita.
Così, davanti alla mia immagine riflessa nello Stige, sola con il mio peggior nemico, asciugo le lacrime e, negli ultimi miei istanti, un barlume di follia si avventa sulla deliziosa immagine, quasi nel disperato tentativo di volerne sfigurare la venefica bellezza.
Con passi incerti mi immergo in un labirinto di ghiaccio, trafitta da insensibili spine e, schiacciata dal dolore, compio l’estremo sacrificio, nessun orgoglio a reggere l’insopportabile fardello, le argentee labbra della notte sfiorano gelide la mia pelle, la mia disfatta è alle porte o si tratta forse di un sospiro d’eternità?
“Non temete anime affrante, perché la realtà cui anelate si trova ad un passo dal sogno.”queste le parole riaffiorate da una mente allo stremo, mentre gli occhi si eclissano in un eterno solstizio d’inverno.
Scorre la penna antica su nivee gote, tracciando le linee di un fato ormai prossimo, mentre con ali spezzate mi trascino, miserabile, sull’orlo di un abisso senza fondo.
A te, custode della notte signora del nulla, il mio ultimo sospiro.

Oblivion (Part I)

Non sono che una nera lapide nel cimitero della ragione, oscura regina delle tue notti insonni, Lilith degli Assetati, sacerdotessa del tuo cuore colmo di tentazione, una nera rosa nell’Eden dell’oblio di anime affrante, petali di velluto e venefiche spine che trafiggono il tuo cuore, ma nei miei sogni il cuore sussulta, niente grida ad alleviare il mio dolore, la mente brucia e strappa ogni sutura da una vecchia ferita mai rimarginata, in fondo a che serve piangere o urlare per affermare la nostra vacua esistenza?

Il nostro destino è già stato scritto, non siamo che fuochi fatui che respingono ogni preghiera.

La Passione mi inebria con vapori d’oppio e assenzio e con i miei ultimi passi nella follia, affogo in un oscuro abisso emozionale.

Un sentiero di scarne figure dagli occhi vitrei mi indica il cammino, mentre tremule fiammelle oscillano ipnotiche nelle tenebre e il mio essere non è ormai che amaro ricordo, inciso nella memoria di un mondo decadente che mai vedrà luce alcuna.

Non vi è via di fuga, nere lacrime d’inchiostro piovute dalla penna antica su nivee gote tracciano la narrazione di un destino ormai prossimo a venire, incede la fredda mano, senza pietà alcuna ed io, dea esiliata dal mio regno, mi immergo nelle fredde braccia della notte in attesa di rinascere dalle mie stesse ceneri come fulgida fenice.

E mentre giaccio in catene, mi perdo nell’agrodolce ricordo di un mortale amore, unico credo della mia silente agonia.

Black Drops

Nere lacrime d'inchiostro piovono dalla penna antica,
scorrendo amare su nivee gote,
sottile destino che ci lega nel nostro solstizio d'inverno,
quale dolore mi strappò dall'aureo sogno di un mondo ideale?
La fredda mano che scrive senza sosta la narrazione del nostro agrodolce fato,
fino al calar del sipario su sottili trame di sangue.
La luce dei nostri sguardi trema un'ultima volta eclissandosi.