Lilith of the Thirsty

...una nera lapide nel cimitero della ragione...

Oblivion (Part I)

Non sono che una nera lapide nel cimitero della ragione, oscura regina delle tue notti insonni, Lilith degli Assetati, sacerdotessa del tuo cuore colmo di tentazione, una nera rosa nell’Eden dell’oblio di anime affrante, petali di velluto e venefiche spine che trafiggono il tuo cuore, ma nei miei sogni il cuore sussulta, niente grida ad alleviare il mio dolore, la mente brucia e strappa ogni sutura da una vecchia ferita mai rimarginata, in fondo a che serve piangere o urlare per affermare la nostra vacua esistenza?

Il nostro destino è già stato scritto, non siamo che fuochi fatui che respingono ogni preghiera.

La Passione mi inebria con vapori d’oppio e assenzio e con i miei ultimi passi nella follia, affogo in un oscuro abisso emozionale.

Un sentiero di scarne figure dagli occhi vitrei mi indica il cammino, mentre tremule fiammelle oscillano ipnotiche nelle tenebre e il mio essere non è ormai che amaro ricordo, inciso nella memoria di un mondo decadente che mai vedrà luce alcuna.

Non vi è via di fuga, nere lacrime d’inchiostro piovute dalla penna antica su nivee gote tracciano la narrazione di un destino ormai prossimo a venire, incede la fredda mano, senza pietà alcuna ed io, dea esiliata dal mio regno, mi immergo nelle fredde braccia della notte in attesa di rinascere dalle mie stesse ceneri come fulgida fenice.

E mentre giaccio in catene, mi perdo nell’agrodolce ricordo di un mortale amore, unico credo della mia silente agonia.

Black Drops

Nere lacrime d'inchiostro piovono dalla penna antica,
scorrendo amare su nivee gote,
sottile destino che ci lega nel nostro solstizio d'inverno,
quale dolore mi strappò dall'aureo sogno di un mondo ideale?
La fredda mano che scrive senza sosta la narrazione del nostro agrodolce fato,
fino al calar del sipario su sottili trame di sangue.
La luce dei nostri sguardi trema un'ultima volta eclissandosi.